L'Alba di domani

La politica è l'arte della felicità umana (H. Fisher). Alla politica bisogna restituire idealità, valori, sogni (W. Veltroni).
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mercoledì, 10 giugno 2009

Uniti per Bisaccia vince le elezioni

Lista n° 2  UNITI PER BISACCIA, candidato a Sindaco FRULLONE SALVATORE 
Voti riportati dal SINDACO/LISTA: 1594
Voti di Preferenza riportati:

      1 DE MEO DEBORAH 49
      2 GERVASIO MICHELINA 68
      3 SULAZZO VIRGINIA 39
      4 CELA SALVATORE 41
      5 CIAFFA LUCA 27
      6 DI PIETRO GERARDO 117
      7 FRASCIONE VITO 72
      8
GALLICCHIO PASQUALE 106
      9 MORANO CLAUDIO 91
      10 PELULLO AGOSTINO 68
      11 SANTOLI ANTONIO 73
      12 SANTOLI DANIELE 235
      13 SOLAZZO ANTONIO 81
      14 SOLIMINE ANTONIO 55
      15 TANGA ANTONIO 87
      16 TRIVELLI DAVIDE GIUSEPPE 167
                                                                                
TOTALE PREFERENZE: 1376

Grazie a quanti ci hanno sostenuto, credendo nel cambiamento.

postato da gallicchio alle ore 10:51 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica, elezioni, proposte, territorio, provincia, partito democratico

mercoledì, 13 maggio 2009

I miei 4 punti programmatici per Bisaccia

Da candidato al Consiglio comunale nella lista civica "Uniti per Bisaccia", posto l'intervista rilasciata al Corriere dell'Irpinia e pubblicata nell'edizione di oggi.

“E’ inutile parlare di noi stessi, dei candidati. Con la chiusura delle liste si è chiusa la fase della proposta della squadra, adesso i cittadini vogliono ascoltare proposte fattibili in grado di far superare le questioni critiche che sta affrontando Bisaccia”.

Perché una lettera aperta per annunciare la candidatura?

“Perché la lettera aperta è una sorta di manifesto, di impegno politico. Un contratto morale con i cittadini di Bisaccia. Far capire, prima ancora delle proposte programmatiche, quali sono le assunzioni di responsabilità di un candidato che chiede il voto”.

Quali i contenuti più importanti?

Partecipo per continuare a dare un fattivo e fondamentale contributo alla crescita del nostro paese e al rinnovamento della politica. L’ascolto e il confronto con i cittadini sono da sempre i due elementi base della mia azione politica orientata a favore degli interessi generali della nostra comunità. Chiedo agli elettori di realizzare insieme quella speranza di vero cambiamento di cui tutti abbiamo un grande bisogno. Credo nei valori che donne e uomini della nostra terra hanno difeso e trasmesso a tutti noi e sul loro esempio non resta che riscoprire l’orgoglio e la speranza di risollevare il destino di Bisaccia. Non c’è dubbio che ci aspetta una nuova stagione in grado di contrastare le disuguaglianze, facendo lievitare il progresso, la democrazia e soprattutto realizzando una migliore qualità della vita per tutti, soprattutto per quanti vivono condizioni di grande difficoltà”.

Eppure Bisaccia ha manifestato un interessante fermento elettorale.

“Come tutti i paesi quando si compongono le liste. Anche se qui la tradizione politica è molto accentuata. Però, adesso non resta che lavorare seriamente in modo che Bisaccia ritrovi l’unità e la serenità perdute. Nello stesso tempo bisogna offrire ai nostri più giovani cittadini le possibilità e la voglia per restare a vivere nel nostro paese. Sento la necessità di servire la mia gente mettendo a disposizione la mia storia, la politica del fare per contribuire ad elaborare soluzioni credibili alle questioni più urgenti. Inoltre, sono convinto che spetta a noi, candidati di tutte le liste in campo, tener presente che al di là di tutte le differenze non dobbiamo dimenticare che siamo un solo e grande paese, dal centro storico alla zona di nuova espansione senza dimenticare le contrade rurali. Tutti i cittadini di Bisaccia hanno pari dignità di cittadinanza”.

Conoscendo il suo impegno a difesa dell’ospedale di Bisaccia e contro la discarica sul Formicoso, quali sono alcune proposte da sottoporre agli elettori?

“La prima è portare nel Pip di Bisaccia le cinque industrie che sei mesi fa, grazie ad un amico manager, erano disponibili a trasferire gli ampliamenti delle proprie produzioni. Il lavoro è la prima emergenza a cui dare risposte. Rimettere nel circuito lavorativo tanto i giovani quanto le persone adulte che sono uscite dal mondo del lavoro e che sono troppo vecchie per cercare lavoro altrove e troppo giovani per andare in pensione. La seconda riguarda la partecipazione cittadina alle decisioni amministrative soprattutto quando le stesse riguardano scelte di grosso impatto. Una proposta che darà la possibilità ad un comitato cittadino, una sorta di comitato etico, di essere protagonista nella fase di elaborazione e adozione delle soluzioni. La terza proposta riguarda il settore delle energie rinnovabili. Penso a Bisaccia come comune pilota per la sperimentazione di un vero e proprio Puc energetico e come comune capofila di un piano di politica socio-sanitaria e di formazione finanziato dalle risorse ricavate dall’eolico e da altre fonti rinnovabili. La quarta riguarda il centro storico. Occorre una urgente riqualificazione per andare nello stesso tempo al superamento del distacco che si registra tra le due aree urbane che sta condizionando molto la vita sociale dei bisaccesi”.

sabato, 11 aprile 2009

Terremoto, da L'Aquila... raccontare la nostra storia

Vi scrivo dalla Sala Operativa della Protezione Civile. Qui, da 130 ore, tutte le forze lavorano per coordinarsi e gestire le emergenze che si accavallano. Io sono pendolare da giorni tra macerie, Di.Coma.C. (Direzione di Comando e Controllo) e campi di accoglienza. La prospettiva mediatica mi giunge di riflesso. Sento comunque il bisogno di rivolgervi un appello. L'attenzione dell'intero Paese verso il nostro dramma non ci ha fatto sentire soli. E impotenti. I vigili del fuoco, le forze armate, le colonne mobili di protezione civile di ogni regione e tanti altri si sono riversati sull'Aquila. Un contro-esodo degli aiuti. Qui c'è l'Italia della solidarietà fattiva e dell'altruismo. Punta dell'iceberg dell'Italia che raccoglie beni e contributi in quantità commovente. Marco, il ragazzo con gli occhiali di fronte a me del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, al quale rivolgersi per ogni problema; Raffaele, il ragazzo con i capelli lunghi del Friuli, che ci aiuta con la mappa dei campi; Michele, l'uomo grosso con la barba della Croce Rossa, al quale chiedere quando mancano tende o brandine; gli sfollati che nei campi raccolgono le esigenze di tutti; i volontari che intorno alla città gestiscono i centri di raccolta; quelli che chiamano per rendersi disponibili; quelli che offrono quello che possono. Questo è il Paese che amo. Il mio Paese. Di fronte ad una difficoltà riscopre il suo essere una sola comunità nazionale. Ma i riflettori, oggi puntati su di noi, pian piano si spegneranno. Quello sarà il momento dello spartiacque: tra i rappresentanti istituzionali, da una parte quelli che hanno fatto passerella e inseguito le telecamere, dall'altra quelli che hanno preso impegni con la ferma volontà di rispettarli; tra i giornalisti, da una parte i cinici, dall'altra i cronisti onesti e rispettosi del dolore umano.

Noi abbiamo una città e tanti borghi da ricostruire, la vita di tanti da restituire alla normalità, il motore dell'economia locale da far ripartire. Vedremo dal prossimo Decreto del Governo se l'impegno economico sarà concreto o si risolverà in un annuncio. Vedremo se ci sarà il coraggio di scegliere. La ricostruzione non può essere “un affare” per i professionisti dei disastri. Non è neanche un divertente videogioco, un SimCity Reality. Le nostre Istituzioni locali hanno il compito di ridisegnare i luoghi in sintonia con il carattere, la storia, le speranze di un popolo. In tanti andranno via ma dovranno trovare presto le motivazioni per tornare e ricominciare. Con noi.

Le vittime e il dolore di una terra saranno un sacrificio inutile se non produrranno una “scossa” duratura nella coscienza civile e politica dell'intero Paese. Certo, domani avremo tutti voglia di tornare a ridere. Toglieremo il lutto e ricominceremo a vivere. Ma altra cosa è dimenticare. Saranno politici e giornalisti onesti quelli che continueranno a raccontare la nostra storia. I miei figli leggeranno la cronaca di una catastrofe con stupore perché, intanto, le norme antisismiche saranno rigidamente rispettate, la prevenzione e la pianificazione saranno la regola, sarà stata firmata la tregua tra l'uomo ed il territorio, la protezione civile non sarà più affidata alla Divina Provvidenza ma sarà diventata una voce importante dei bilanci delle amministrazioni ad ogni livello. Dipende da ognuno di noi.

Michele Fina
Assessore alla Protezione Civile della Provincia dell'Aquila
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categoria: riflessioni, cronaca, proposte, aiuti, territorio, solidarietĂ , terremoto

sabato, 04 aprile 2009

Urna virtuale: astensionismo oltre il 30%

Ecco i risultati dei sondaggi sul prossimo sindaco di Avellino e sul nuovo presidente della Provincia... in attesa delle Primarie di coalizione organizzate per domani dal Pd in tutta la provincia di Avellino. Partecipare è democrazia.

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lunedì, 30 marzo 2009

Innovare i Comuni per rilanciare l´Italia

Il dibattito politico nazionale ha il dovere di aprire una seria riflessione sul ruolo dei Comuni in Italia. Il sistema delle municipalità è oggi ingessato e per certi versi superato e molto spesso ostacolo insormontabile per lo sviluppo locale e nazionale. E´ questa la sintesi della discussione on-line tenuta dal Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni sulla municipalità come risposta alla crisi economica. "Il Parlamento italiano, il Governo, i partititi politici e le forze sociali sono chiamati ad accendere un riflettore sul ruolo giocato dai Comuni nel nostro Paese - attacca il Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano - Le nostre municipalità sono vecchie, pigre e poco disponibili ai rischi dell´innovazione. Abbiamo una burocrazia lenta, superata e nello stesso tempo antagonista delle politica. I nostri amministratori sono tra i meno preparati a livello europeo come dimostrano tutti gli studi fatti in questo campo. Il Comune è visto come un moltiplicatore di progetti e appalti, come un luogo di spesa fine a se stessa e i cittadini semplici clienti. I Consigli Comunali, un tempo luogo della partecipazione democratica, sono ormai ridotti a semplici spazi notarili nel più assoluto deserto partecipativo. Le nostre istituzioni locali sono ormai prede delle fameliche lobby dei tecnici e del cemento a totale discapito degli stessi cittadini contribuenti. Occorre una grande riforma delle autonomie locali che rimetta al centro i cittadini, la partecipazione e soprattutto il senso delle responsabilità. Gli amministratori, anche grazie all´assenza di controlli severi, vivono una condizione di totale delirio di onnipotenza. In Italia i Comuni sono oltre ottomila e possono dare,nella misura in cui verranno rinnovati quella spinta necessaria al Paese per avere un futuro. Molti - conclude il leader di Piccoli Comuni - dimenticano che tutte le grandi proposte alla fine passano praticamente per i piccoli come per i grandi Comuni, che possono fare molto e nulla".

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categoria: politica, riflessioni, proposte, comunicati stampa, proteste, democrazia, territorio, provincia, qualitĂ  della vita

venerdì, 27 marzo 2009

Urna virtuale - Verso il voto di giugno 2009



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categoria: politica, sondaggi, campagna elettorale, elezioni, proposte, democrazia, provincia, candidature, avellino, partito democratico

domenica, 22 marzo 2009

Piccoli Comuni: proposte per l'emigrazione

Il Coordinamento Nazionale Piccoli Comun Italiani impegnato a promuovere e valorizzare le piccole comunità locali ritiene centrale la ripresa di una riflessione seria sulla storia dell´emigrazione italiana nel Mondo come occasione di crescita e di sviluppo delle future generazioni. Il Coordinamento intende impegnare il Governo italiano, il Parlamento italiano, le Regioni italiane, i Comuni italiani ed il mondo della cultura e della formazione a partire dalla scuola e dall´Università intorno a proposte serie e nello stesso tempo di grande attualità con il nostro tempo. Le proposte avanzate sono quattro: 1) Istituzione Giornata Nazionale dell´Emigrazione da svolgersi in un giorno stabilito dell´anno di concerto con le Comunità italiane residenti negli USA e nel Mondo; 2) Istituzione corsi di laurea specifici sulla storia dell´emigrazione transoceanica e nordeuropea; 3) Inserimento nei testi scolastici di una sezione (capitolo) espressamente dedicata all´emigrazione italiana nel Mondo; 4) Assunzione nella toponomastica locale di un toponimo con specifico riferimento all´emigrazione.
"La nostra storia di popolo di emigranti è legata a doppio filo agli Stati Uniti in maniera particolare e con l´Amministrazione Obama vogliamo contribuire a realizzare un disegno di pace e di prosperità nel Mondo - le dichiarazioni del Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano - la grande migrazione colpì in maniera particolare proprio le piccole comunità locali ed oggi abbiamo la possibilità di costruire condizioni per un ritorno delle nuove generazioni di italoamericani alle proprie origini, alla fonte della propria storia familiare".

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categoria: america, politica, riflessioni, europa, proposte, comunicati stampa, tempi moderni, emigrazione

lunedì, 16 marzo 2009

Ospedale di Bisaccia, un incontro per il rilancio

Questa mattina ho incontrato con molto piacere Luigi Giordano dell'Asl AV1 di Ariano Irpino, anche perché, dopo le polemiche a distanza sulla questione del reparto di chirurgia a Bisaccia, il direttore generale, durante la visita a Bisaccia dell’assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano, mi chiese un colloquio per una puntuale verifica sulle questioni che avevo sollevato. E’ stato un confronto molto utile per entrambi anche perché si è parlato a lungo delle situazioni e delle dinamiche che si sono messe in atto per la struttura di Bisaccia ma nello stesso tempo abbiamo affrontato insieme il percorso di come arrivare a dare ossigeno a questo ospedale. Ad iniziare dalla dipartimentalizzazione di chirurgia e dalla necessità di avviare le procedure per l’assunzione di un primario. Su questo il direttore generale ha fatto sapere che già nella scorsa settimana ha presentato in assessorato la proposta della dipartimentalizzazione e la richiesta per l’autorizzazione per procedere all’assunzione di un primario per il dipartimento di chirurgia. Rispetto a tutto, siccome credo che la politica sia servizio per le comunità, mi sono fatto carico di sollecitare già in questa settimana la Regione Campania ed in particolare l’assessore Montemarano e il presidente della Giunta regionale Antonio Bassolino e fare in modo che da subito vengano affrontate le questioni che possono favorire il rilancio di Bisaccia e della sanità in Alta Irpinia. Presente con me all'incontro Donato Spatola responsabile delle politiche sanitarie della Cgil irpina, che ha affermato:  “Il direttore generale ancora una volta ha dimostrato una grande attenzione alle problematiche della sanità accettando un confronto che è servito a chiarire alcuni aspetti che avevano sollevato molti dubbi ma nello stesso tempo si è discusso del futuro.

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categoria: politica, riflessioni, incontri, proposte, sindacato, comunicati stampa, ospedale, territorio, provincia, qualitĂ  della vita

domenica, 15 marzo 2009

Due mandati amministrativi contro le lobbies politiche locali

La bocciatura sonora del terzo mandato ai Sindaci dei piccoli Comuni è la prima importante riposta della politica alle lobbies del cemento presenti nelle piccole comunità locali. Adesso la politica è chiamata ad una riflessione complessiva sul ruolo delle Amministrazioni locali, sulla trasparenza dell´attività amministrava e sulla necessità di liberare le istituzioni dal controllo dei potentati locali. "Occorre il vincolo di mandato - la proposta del Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano - anche per i Consiglieri Comunali, non è accettabile avere in consiglio comunale persone per oltre tre decenni. Una vergogna tutta interna alle istituzioni italiane. Paletti fermi anche per quanto riguarda le incompatibilità. Non è più accettabile avere assessori ai lavori pubblici che svolgono attività professionali:geometri, architetti, ingegneri,ecc. il cui unico scopo nella vita amministrativa è legato al cemento, agli appalti ed ai progetti. Queste figure professionali - rilancia Caivano - non devono poter avere incarichi istituzionali se vogliamo ridare trasparenze e legalità alle istituzioni locali. Una condizione di grave disagio che si verifica soprattutto nei piccoli Comuni del Sud, dove si realizzano condizioni di grave e diffusa illegalità dovuta a commistioni familiari che non servono alla vita pubblica. Il Parlamento italiano - le conclusioni del leader di Piccoli Comuni - ha il dovere di aprire questa riflessione e trovare le adeguate risposte a partire dalle nostre proposte".

postato da gallicchio alle ore 13:17 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica, riflessioni, proposte, comunicati stampa, democrazia, territorio, edilizia, provincia

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