L'Alba di domani

La politica è l'arte della felicità umana (H. Fisher). Alla politica bisogna restituire idealità, valori, sogni (W. Veltroni).
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venerdì, 31 ottobre 2008

Prossimamente Versi per il Formicoso

Sul blog della Comunità Provvisoria l'anteprima della pubblicazione Versi per il Formicoso - contributi di immagini e parole sull'altopiano altirpino, prossimamente in distribuzione. Di seguito il mio testo inserito nella raccolta.

Formicoso. Spesso mi chiedo di che materia sia fatta questa parola. Soltanto salendo sull’altopiano ti accorgi che il Formicoso respira delle lotte per la terra. La lucentezza dei luoghi spesso cede il passo alle ombre di speranze umane mai sopite. Qui l’oro del grano si nutre del sudore dei contadini. Le zolle di terra bruna si sbriciolano sotto il maglio del forte vento che spira senza tregua sulle centinaia di pale eoliche. Non sono i giganti in attesa di dare battaglia a Don Chisciotte e Sancio Pancia. E’ la mano dell’uomo che ha piantato torri metalliche con lo stesso desiderio di un bimbo che cattura lucciole, e imprigionandole sotto un bicchiere l’indomani mattina si aspetta di trovare i tanti sospirati denari. Ma nulla accade, tranne la morte dell’insetto. Da quassù ammiri il mondo come accade alle immagini che si vedono in quegli specchi convessi che, riflettendo un solo lato di una piccola stanza, suggeriscono un cosmo sferico infinito e attonito. Ritrovi nei racconti di tanti dialetti l’amarezza di una maledizione senza fine. Emigrazione. Un marchio che ti porti addosso. Ti accompagna come una paura infantile, pronta a stringerti il cuore come una mano ghiacciata sulla nuca. Ieri l’espulsione di una manodopera agricola, oggi talenti e passioni forgiate da anni di studio non trovano altro che le vie del nord. La valigia di cartone legata con lo spago sostituita dal computer e dal palmare, ma entrambi si lasciano alle spalle campanili e municipi accompagnati dal pensiero del ritorno. Se mai ci sarà. C’è un posto sul Formicoso che considero come un santuario. E’ Pero Spaccone. Qui qualcuno ha cercato e cerca l’affare, gente dei nostri paesi pronta a tradire come Giuda con Gesù Cristo. Ho dormito sulla nuda terra con gli anziani contadini. Volti bruciati dal sole, mani callose di fatica, un grande cuore e una profonda dignità. A difesa di quella distesa di campi minacciata da un pensiero sciagurato, venuto in mente a chi questa terra non l’ama. Discarica. Più in disparte donne vestite di nero con i loro volti limati dalla luce dei falò. Occhi brillanti all’ardere della legna. Quanta malinconia ho letto attraverso gli sguardi. Una notte sulla rotabile tra Bisaccia e Andretta una scia luccicante di camionette celerine comparve illuminando quel mondo. Lo Stato chiedeva il conto ai tanti cittadini che sulla terra del Formicoso aveva giurato resistenza. Una catena umana e fasce tricolori hanno scritto nuove pagine di storia sulla terra dei nonni, dei padri. Abbiamo pagato il nostro tributo a difesa dei nostri diritti e quindi della nostra libertà. Ma le vittorie, non hanno evitato di vivere il Formicoso come una condanna biblica a questo si accompagna l’infelice sorte della politica dei miracoli e dei favori. Le tappe di questo viaggio non sono finite. Abbiamo timbrato un biglietto su cui c’è impressa la destinazione, è la speranza, manca, però, il tragitto che qualcuno illustra ad ogni ciclo elettorale. E’ come ragionare fissando un pendolo, prima o poi perdi la testa. Così viviamo con i nostri fantasmi sospesi e con una sola certezza non più rinviabile: non aprire più credito a quei politici, come affermava Guido Dorso: “Hanno scelto lo Stato non per servirlo, ma per pavoneggiarsi”. Questo ci chiede il Formicoso per svegliarci dall’incubo che da troppi secoli ci tiene imprigionati ad un sudario, avvolti nelle tenebre che impediscono di portarci verso la luce di un mondo nuovo dove la terra possa tornare a germogliare, senza temere il gelo.

postato da gallicchio alle ore 12:19 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: cultura, riflessioni, libri, ambiente, discariche, album, proteste, territorio, rifiuti, provincia, tradimenti, qualità della vita


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